Ma Raphael?

Vi è mai capitato di guardare la Tv e pensare che la persona che avevate davanti fosse totalmente a disagio nello stare sotto i riflettori, timida, incapace di apparire disinvolta, insomma quella sensazione da “chi cazzo ti a messo li cosa stai facendo vai via”?

Ecco, a me quella sensazione capita ogni volta che guardo il 90% delle interviste a Raphael Gualazzi. Ma non lo dico con cattiveria (poi capite) anzi, mi fa una tenerezza assoluta, ma in certi contesti lo trovo davvero inadeguato.

Avete presente invece quando vedere la passione dentro qualcuno, l’arte, quel savoir-faire che scatta quando si fa qualcosa che si ama? Non so, quella sensaione da “ok togliti i vestiti e entra nel mio letto ORA”. Ecco, questo è quello che penso quando guarda il 100% delle esibizioni del sopra citato Gualazzi.

Sono un maniaco? ;-)

P.S.= sono stato a un suo concerto. Fidatevi, merita. Guardate anche qua.


Raphael Gualazzi – Senza Ritegno

You’re the victim of your crime

Settimana scorsa, precisamente il 5 Settembre, 67 anni fa, nasceva Freddie Mercury.

La canzone di cui vi parlo è stata pubblicata un anno dopo la sua morte, nel 1992. La prima versione uscita era cantata da Brian May (che ne è anche co-autore).

La vera chicca salta fuori nel Novembre del 1995, quando i Queen pubblicano l’album Made In Heaven, in cui compare una versione registrata da Freddie tra l’88 e l’89.
Questa versione ha qualcosa in più: in primis perchè Freddie è Freddie….in secondo luogo, viste appunto le cause della sua scomparsa, il termine “troppo amore ti ucciderà” assume un significato un po’ più crudo, più reale.

Ogni volta che sento questa canzone sento un tuffo al cuore, perchè è tremendamente vera. Brian May, Frank Musker ed Elisabeth Lamers (autori del testo), sono stati geniali. “Sei vittima del tuo stesso crimine” descrive benissimo la sensazione di smarrimento e di rabbia che si prova per essere veramente vittime di un sentimento di cui nessun altro può esser ritenuto responsabile, se non noi stessi (che poi vabbeh, responsabili è una parola grossa, però di certo non possiamo incolpare nessun altro).

Guardate il video e ascoltatela, è bellissima…

Too much love will kill you
If you can’t make up your mind
Torn between the lover
And the love you leave behind
You’re headed for disaster
‘Cos you never read the signs
Too much love will kill you – every time

I’m just the shadow of the man I used to be
And it seems like there’s no way out of this for me
I used to bring you sunshine
Now all I ever do is bring you down
Ooh, how would it be if you were standing in my shoes
Can’t you see that it’s impossible to choose
No there’s no making sense of it
Every way I go I’m bound to lose
Oh yeah

Too much love will kill you
Just as sure as none at all
It’ll drain the power that’s in you
Make you plead and scream and crawl
And the pain will make you crazy
You’re the victim of your crime
Too much love will kill you – every time

Yes, too much love will kill you
It’ll make your life a lie
Yes, too much love will kill you
And you won’t understand why
You’d give your life, you’d sell your soul
But here it comes again
Too much love will kill you
In the end
In the end

Dal minuto 2:00 per i successivi 30 secondi c’è la mia parte preferita :)


Queen – Too Much Love Will Kill You

My sweetest downfall

Qualche mese fa ero a casa della mia migliore amica e c’era la TV accesa su CSI New York.
Stella Bonasera veniva presa in ostaggio dal suo ex, nella sua casa, e dopo essere stata violentata e picchiata riesce ad ucciderlo. Finisce la puntata con lei che torna a casa e parte questa canzone….

You are my sweetest downfall
I loved you first, I loved you first
Beneath the sheets of paper lies my truth
I have to go, I have to go
Your hair was long when we first met

Samson went back to bed
Not much hair left on his head
He ate a slice of wonder bread and went right back to bed
And history books forgot about us and the bible didn’t mention us
And the bible didn’t mention us, not even once

You are my sweetest downfall
I loved you first, I loved you first
Beneath the stars came fallin’ on our heads
But they’re just old light, they’re just old light
Your hair was long when we first met

Samson came to my bed
Told me that my hair was red
Told me I was beautiful and came into my bed
Oh I cut his hair myself one night
A pair of dull scissors in the yellow light
And he told me that I’d done alright
And kissed me ’til the mornin’ light, the mornin’ light
And he kissed me ’til the mornin’ light

Samson went back to bed
Not much hair left on his head
Ate a slice of wonderbread and went right back to bed
Oh, we couldn’t bring the columns down
Yeah we couldn’t destroy a single one
And history books forgot about us
And the bible didn’t mention us, not even once

You are my sweetest downfall
I loved you first

Parliamo di Sansone e Dalila. La storia narra di una Dalila pagata per sedurlo e carpire il suo segreto, di modo che i Filistei possano sopraffarlo. La canzone però non racconta di una donna che tradisce…mi immagino una donna che per proteggere il suo amore gli taglia i capelli e lo priva della sua leggendaria forza: “and history books forgot about us and the bible didn’t mention us”. Insomma un Sansone che non è mai esistito per libri di storia e Bibbia, ma che si è potuto godere l’abbraccio della persona amata.

C’è tanta malinconia in questa canzone, ma pare che la mia vena romantica non ne voglia sapere.

My sweetest downfall, la mia più dolce rovina.

Qui il video originale, ma riporto una versione più lenta, che mi fa davvero sciogliere.


Samson – Regina Spektor

Unspoken passion…

Il vantaggio di questa settimana di Agosto è che ti permette di rallentare, di decomprimere. Faccio un po’ i conti con vecchie e nuove passioni, cerco di far qudrare un po’ le cose….ma non c’è fretta. Mi son buttato sul balcone a prendere un po’ di sole e mi son lasciato coccolare da questa canzone.

Mi sembrava di essere a letto e che Diana Krall mi sussurrasse all’orecchio :) Certi pezzi sono cantati ad un volume così basso che, chiudendo gli occhi, ti sembra che per sentire certe sfumature, certi graffi, una persona debba per forza essere a 6mm dal tuo orecchio…


Diana Krall – Just The Way You Are

Canzoni maltolte

E’ tardi e io dovrei decisamente essere sotto le lenzuola, invece sono appena uscito dalla doccia e son qui davanti allo schermo a godermi quel filo d’arietta fresca che entra dalle persiane.

Mentre tornavo a casa mi è capitata tra le orecchie una canzone…che vi dico dopo, e che mi ha spinto alle seguenti considerazioni: tante volte ho sentito dire che ci sono persone che incrociano il nostro cammino e, per un periodo più o meno breve, condividono un pezzo del percorso con noi.

E’ vero, il punto è che oltre al cammino mi si fottono un sacco di canzoni! Tantissime  per me sono legate a persone che, in un determinato periodo della mia vita, ho sentito molto vicine ed il cui ricordo si è tatuato nella mia testa sotto forma di canzone.

Parlo di un sacco di pezzi, dalla prima volta che ho sentito “Notte prima degli esami” in macchina con il mio migliore amico e la mia migliore amica, a una serie di live che avevo masterizzato su un cd che mi ricordano una sera di limone duro sul sedile posteriore della mia macchina con la mia ex. I Try di Macy Gray per me è legata a questo blog, come Vento d’Estate di Gazzé e Fabi. Alejandro di Lady Gaga, o Sunrise di Norah Jones, o concerti di artisti che ho sentito mentre frequentavo emeriti coglioni, ma che oramai a loro appartengono.

Scucire questi ricordi è difficile. Quando ci si innamora un sacco di brani vengono calamitati addosso alla persona che desideriamo, e staccarli è davvero un casino. Insomma io con tante canzoni ce l’ho fatta ma non è stato mica facile.

Quest’esigenza di scrivere che torna….forse è il segnale che c’è un po’ di roba da sistemare. Il periodo, come al solito, è di confusione. Da un lato ho voglia di continuare a frequentarmi con una persona conosciuta di recente (per cui sento forti oscillazioni a livello di interesse), dall’altro sento di non voler legami, che non è il momento….ma non è mai il momento, rischio di non andare mai avanti.

Sono riuscito a scucire tante canzoni, ma questa ancora no:


Vinicio Capossela – Ovunque proteggi

Lo stipendio di un cantante

Ehm….può darsi che avessi scritto questo post e, per un motivo o per l’altro, ne abbia dimenticato l’esistenza….lo pubblico va’!

Per la rubrica “il caldo mi da alla testa”, voglio esporvi le riflessioni di un caldo pomeriggio di Agosto (che vi ricordo, come dicono i Perturbazione, è il mese più freddo dell’anno).

Nell’ultimo periodo mi son fatto prendere da uno strano senso di colpa nei confronti della musica e ho iniziato a comprare le canzoni che davvero mi piacciono su iTunes.

Poco fa mi stavo guardando un bel video e ho pensato a quale soddisfazione possa ricevere un artista nel guadagnare dalla vendita delle sue opere. Secondo me è fantastico. Insomma, io sono un impiegato. Il mio stipendo è erogato dalla mia società. Per un cantante guardare l’armadio in camera che si è appena comprato equivale a vederci dentro le facce di tutti quelli che hanno apprezzato il suo lavoro.

 E’ una roba più diretta. Fondamentalmente quello che guadagno non mi trasmette la soddisfazione dei miei clienti….mentre ad un artista si. Credo sia bellissima questa cosa.

Credo anche sia bellissimo che ci sia qualcuno che si è letto questo post privo di senso (in apparenza). Che ve devo dì! Sarà il caldo???


Meat Loaf – Couldn’t have said it better

La questione del fidarsi

Si, è una vera e propria questione.

Io ho un limite. Faccio molta fatica a fidarmi delle persone, anche dei miei amici. Non intendo “fiducia” nel senso di credere a chi mi sta intorno. Faccio riferminto all’appoggiarsi a qualcuno che ti sta vicino quando hai qualche problema.

Solo con la mia migliore amica riesco a farlo, con il resto no. Non so perchè, ci sono persone che mi sono davvero vicine, ma preferisco sempre provare a cavarmela da solo. So che è una cosa buona, ma io sono un po’ eccessivo in questo, dovrei imparare a migliorare.

Insomma per paura di non essere in grado di cavarmela da solo ora non sono in grado di cavarmela con gli altri…. mi piacerebbe riuscire a bilanciare un po’ il carico..

Spero di riuscire a schivare questo proiettile da solo, e poi cercherò di migliorare.

Buon weekend :)


BERK & The Virtual Band – Material Girl (Live in Barcelona)