Libri che ti vengono a cercare

Rimango sempre stupito di come spesso non siamo noi a scegliere i libri ma viceversa.

Oh, è bestiale, ma ci sono libri che magari ho comprato mesi e mesi prima, solo perchè il titolo era accattivante e poi, per pura casualità, mi trovo a leggerli parecchio tempo dopo, scoprendo che il titolo non c’entra na mazza con la trama e, soprattutto, che rispecchiano perfettamente alcuni lati della mia vita.

Sicuramente c’è anche da tener conto della caratteristica, tutta dell’essere umano in sbattimento, di riconoscere tracce delle proprie tribolazioni in qualsiasi storia che gli venga raccontata, tuttavia, come piace pensare a me, credo che ci sia uno strano intreccio di coincidenze e destino che ci porta ad avere tra le mani certi racconti proprio nel momento in cui ne abbiamo bisogno.

Giusto un paio di settimane fa parlavo con un amico della mia incapacità, in alcuni momenti, di guardare la situazione da una diversa prospettiva, con un po’ di distacco. Ecco forse un bel libro a volte aiuta a fare quello che non riusciamo, cioè ragionare sulle situazioni e sulle emozioni proiettandole su qualcun altro, come se non riguardassero noi.

La trovo una cosa simpatica :) Come se un destino, di tanto in tanto benevolo, volesse darmi na pacca sulla spalla!


Sara Bareilles – Undertow

Un treno veloce come la vita

Provo a immaginare di essere sulla linea gialla della banchina della stazione, fermo ad aspettare il treno. Vedo da lontano una luce, lo guardo avvicinarsi, e sento il rumore che piano piano si fa più forte.

All’inizio sembra piccolo piccolo ma poi, a distanza di qualche secondo, inizio a sentire l’aria sulla faccia, mi sembra che il treno si avvicini più velocemente, sempre più forte, e quello che era un rumore leggero diventa frastuono, fino a quando non mi passa davanti rendendo impossibile lo stare fermo.

Niccolò AmmanitiIo e Te

Questa è la mia ultima lettura. questa è l’immagine che ho nella mia mente. L’ho iniziato tra un viaggio in ufficio e l’altro, leggendomi una manciata di pagine in 2 settimane….poi ha preso il ritmo, è cambiato, l’impatto emotivo è cresciuto e l’ho divorato in poco più di un giorno. E’ stata una lettura davvero interessante, sia per il modo di raccontare emozioni in maniera quasi tattile (quando Lorenzo si incazza mi sembra di essere arrabbiato anche io), sia per i flashback adolescenziali che regala.

Se anche voi, per una parte della vostra vita, vi siete sentiti un po’ come “quei ragazzini un po’ incasinati”, avrete una bella occasione per ricordarvi come si cambia, come si cresce, come si scoprono legami che credevamo inesistenti.


Malika Ayane – Come Foglie

Dal produttore al consumatore

Succede con i prodotti alimentari, con i vestiti, con qualcos’altro che adesso non mi viene in mente e ora anche con i libri!

Già già, ultimamente (da quando ho ricominciato a leggere) mi è capitato di posare lo sguardo sul mondo dell’editoria: autori emergenti, incompresi o meno, che provano a pubblicare o diffondere le loro opere, chi alla caccia di guadagni, chi per passione.
Ci sono persone che scrivono perchè per loro è come respirare, è come qualcosa di cui non riescono a fare a meno. Ora che ci penso, forse, si potrebbe dire che è un po’ come la necessità che abbiamo noi blogger di raccontare. Certo, la mia è una passione molto più piccola, circoscritta, con meno pretese….ma forse scaturiscono dalle stesse necessità.

Beh, andiamo al dunque… ho ricevuto un messaggio su FB, riguardante L’ultima onda del lago, scritto da Stefano Paolo Giussani. La prima reazione è stato un sorriso di stupore, ho pensato: “ma che c’ho scritto uuuuoooomoooosesssuale sulla fronte”? Ahaha, mi ha fatto sorridere perchè non pensavo che bastasse uno sguardo al mio profilo di faccialibro per capire il mio orientamento… però, pensandoci bene, basta guardare gli amici, le pagine a cui clicco like, insomma non è che ci voglia proprio una scienza.

Beh, bando alle ciance, sarà il caso che vi dia qualche dettaglio se no come al solito non si capisce niente:

Non tutti lo sanno o lo vogliono far sapere, ma nella seconda guerra anche qualche gay è stato un eroe. Ho pubblicato un libro su una storia. Ti allego il booktrailer, magari ti incuriosisce o ti fa venire in mente un’idea per un regalo.  Trovi un po’ di contenuti anche sulla pagina facebook col titolo del romanzo. Scusami di nuovo se la cosa non fosse di tuo interesse.


Stefano Paolo Giussani – L’ultima onda del lago

La bellezza del verbo mantenere

No non pensate alla squinzia o al toyboy che si fanno mantenere dal partner ultra70enne!

Si parla di lettura, si parla di un libro la cui trama mi ha colpito così tanto che, dopo averlo regalato al mio migliore amico, me ne son comprato una copia per me.

I pesci non chiudono gli occhi è l’ultima opera di Erri De Luca e, in tutta sincerità, è il primo suo libro che mi capita di leggere :D

Forse l’inizio di un nuovo libro è un po’ come quando fai 4 chiacchere per la prima volta con un nuovo amico: devi un po’ prenderci la mano, trovare il giusto ritmo nella conversazione. Così è stato per me, nel senso che appena iniziato sembrava di dovermi abituare al il suo modo di scrivere (si beh, io leggo in treno, quindi immaginate il casino e la fatica per concentrarsi).

Non preoccupatevi, perchè dopo una manciata di pagine vien via liscio, e ti ritrovi ad apprezzare lo stile di De Luca, condito dai giusti spruzzi di dialetto napoletano e stralci di guerra ma, allo stesso tempo, pieno di poesia… vi giuro che alcuni passaggi mi hanno tolto il fiato, come le pennellate di un grande maestro su un’opera. Riesce a trasmettere sensazioni ed emozioni in maniera davvero efficace.

Ho piegato l’orecchia a una pagina in cui simpaticamente spiega come la capra sia ingiustamente bistrattata e usata come un insulto da qualche personaggio noto… quando invece, tempi addietro, ha salvato parte delle popolazioni del mediterraneo ;-)

Il libro lascia il sorriso sulle labbra, non vi dico niente di più…


Emma Bunton – Take My Breathe Away

Zombie e diversità

Sono uno scarsone lo so, prometto di parlarvi dei libri che leggo e poi me ne dimentico!

Uscito con il Corriere il 17 Settembre, il buon Matteo B Bianchi ci delizia con un suo racconto inedito: Al Sangue

Al solito il caro Matteo non delude. Sono di parte, si sa, è uno dei miei scrittori preferiti e dato che ho ricominciato a leggere dopo quasi 10 anni dal diploma, capite bene che questo poveretto si sentirà anche abbastanza solo…

Cerco di non dilungarmi troppo per evitare di intaccare la piacevole ora che passereste decidendo di leggerlo. Una lettura scorrevole, caratteristica che ritrovo con piacere in tutti i suoi libri, arricchita da qualche sfumatura che non la rende mai monotona. Un bel modo di buttare sul tavolo l’argomento della diversità portando il lettore a immedesimarsi ed entrare in empatia con la protagonista, di modo da essere fianco a fianco con lei nella maturazione delle sue scelte.

Che dire, se vi fidate dateci un’occhiata.


Ivana Spagna – Rain and Tears
Chiedo venia per la qualità, ma la cover merita tantissimo

Ho sbagliato

Ho sbagliato un sacco, fallendo spesso la difficile missione di capire me stesso. Ho sbagliato quando non ho capito quanto mi stava iniziando a piacere. Ho sbagliato pensando che dando una raddrizzata alla mia vita e portandomi a quello che pensavo fosse “un certo livello” bastasse per ottenere quello che volevo….e qui ho proprio toppato alla grande, dato che gli sforzi che ho fatto, sia sul lavoro che sull’amore, non hanno portato a ciò che volevo; e come un pirla non mi sono fermato. Ho sbagliato pensando che fosse single. Ho sbagliato pensando di riuscire a farmela passare. Ho sbagliato quando, avendo chiuso a livello razionale la questione, ho pensato di essere a buon punto. Ho sbagliato quando, avendo chiuso a livello di cuore la questione, ho pensato di essere a buon punto. Ho sbagliato anche quando mi sono reso conto che praticamente tutto il resto del corpo puntava li. Sbaglio anche ora, dopo settimana scorsa, dopo un weekend andato bene, dopo una giornata che per quanto riguarda l’interazione con lui è stata assolutamente nella norma. Ora se è tutto a posto, che cazzo sono triste a fare?!?!

Dai io mi sento troppo stupido, ma possibile che non riesca a rimanere colpito da qualcun altro?

Sbaglio anche a scrivere questo post, lo so! Insultatemi.

Questo weekend son stato davvero superoperativo! Ero stranamente pieno di energie… non capisco, perchè sono triste, perchè?!?

Non collegate nulla, non lasciatevi andare a nessuna interpretazione, ma devo per forza condividere questa poesia di Neruda: senza parole.

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Faccio l’alternativo….. ma se vi interessa l’originale la trovate qui.

Si parlava di esche…

Tempo fa vi parlavo di un libro che stavo leggendo:
ESCHE VIVE di Fabio Genovesi.
La trama è a portata di un click, io invece vi voglio dire che ne penso :-)

In tutta sincerità io non sono proprio tipo da libri che superano le 200 pagine. In primis perchè sono pigro, volubile, scostante….e perchè spesso quando sono in metro sono talmente KO che non ho tempo di prendere in mano il libro anche per una settimana.

Questo no, e anche se lo abbandoni per qualche giorno, la lettura è così piacevole che ti sembra di aver letto la pagina precedente 5 minuti prima. Bello, originale, scritto in maniera molto particolare, ogni tanto vicinissimo al parlato…così vicino che par di sentire la tipica cadenza del dialetto toscano che io ADORO!

Una bella storia, che mischia esperienze a noi lontane, come quella di Fiorenzo che ha perso la mano per l’esplosione di un petardo, a vicende più comuni e sicuramente a noi più vicine, come la difficoltà che incontra Mirko nel relazionarsi coi compagni di scuola, o a situazioni tipiche dell’Italia di oggi, in cui una ragazza con un percorso di studi esemplare come Tiziana, non riesce a trovare il giusto canale per sentirsi appagata professionalmente.

Un bel racconto, ricco di colpi di scena e di passaggi che regalano sorrisi spontanei! Di seguito la frase riportata sul retro del libro…quando la si rilegge tra le pagine vi assicuro che diventa densa di verità e sembra avere un senso del tutto nuovo!

Quando arriva la grande occasione della vita devi farti trovare pronto, sul fosso, con l’esca giusta: così lei abbocca e ti spacca tutto e ti lascia sul poggio senza fiato.

 Ok ora dovete ASSOLUTAMENTE ascoltare questa canzone, è la colonna sonora dello spot della Peugeot….me ne sono innamorato!

P.S.=il libro l’avevo scovato grazie al buon Matteo B Bianchi : non ci avevo mai pensato ma è abbastanza sensato che uno che scrive libri che mi piacciono ne sappia consigliare di altrettanto belli!