Parentesi scoraggiosa

Allora, io giá son un po’ fuori taratura di mio, poi c’ho le amiche criiitiiiine che mi fan vedere i film strappalacrime! Sto guardanodo “Solo un padre” su Can5….. tra l’altro nella scena in cui la moglie è sulla cabrio e gioca con la mano nel vento mi è sembrato di rivedere un giochino che facevo io da piccolo :-)

Vabbeh, son giorni un po’ strani. Intanto vorrei che fosse messo agli atti che la ragazza francese, Camille, è la mia donna ideale. Sicuramente minimo un anno di storia con lei riuscirei a farlo. Ha quella luce.

Detto ciò, è un po’ di giorni, tanti, che manca qualcosa. Allora: le vecchie questioni stanno finalmente iniziando a sparire, il che è positivissimo….tuttavia qua continuo a faticare nel trovare controparti interessanti. Quello che non mi spiego è che, fondamentalmente, sulla sponda uomini, ho gusti molto poco modaioli e fighetti: la cosa che tendenzialmente mi colpisce è l’aspetto da persona normale e una certa luce nello sguardo.

Ora questa benedetta luce è un cazzo di sbattimento trovarla, però, accident,i le volte che la trovo si fa na fatica a bere anche un caffè. Ok non sono un adone ma non son nemmeno da buttar via….boh, sarà un periodo.

So che è un discorso un po’ sciocco, ma è frutto del malumore di stasera. Metteteci un po’ la fase finale del coming-out che presenta sempre qualche sbattimento, a questo sommate il fatto che, cazzo, sono uno psicopatico ma c’è di peggio in giro: io, quando una persona mi interessa, sono in grado di mettermi in gioco (e questo l’ho appurato negli ultimi anni). Non è che rinuncerei al sesso per amore…mi ha proprio rotto le palle il primo, quindi sarei pure fedele! Possibile che non si quagli?!?

So che non ha senso….però io pensavo che la mia parte di sfiga in amore l’avevo già ampiamente pagata. Adesso non è che pretendo la luna, ma almeno una partita degna di esser definita tale.

Capitemi. Perdonatemi. Oggi va così.


Marco Mengoni – In Un Giorno Qualunque

Orsocultura

…e beh, e dai, qui proprio non posso astenermi dal diffondere l’informazione.

Per noi che lo stereotipo dell’omosessuale fighetto supercurato non ci piace:

Ahaha, cavolo quando i miei amici mi dicon che devo fare quello originale a tutti i costi un po’ hanno ragione. Insomma penso che, una trentina di anni fa, fossero imprevedibili le mie evoluzioni :)

Però sticazzi….alla fine, come forse ho già detto in un altro post, tornassi indietro, mi terrei come sono. Si, insomma, ognuno ha i suoi momenti down e spesso mi son chiesto chi me lo ha fatto fare….
“e’ un ammissione amara ma ne colgo l’ironia e non vorrei altra guerra che la mia, non vorrei altra vita che la mia”


J Ax – Altra Vita

Povertà

Ieri mattina ero alla metro di P.ta Garibaldi (che ormai è una costante in quanto a farmi venir voglia di scrivere post).

Poco prima del sottopassaggio vedo un senza tetto che dorme sotto 6 o 7 coperte, penso “cazzo che roba, io me ne sto andando tranquillo in ufficio e questo è qua senza nulla”. Mi chiedo come in uno stato come il nostro possano accadere certe cose. Vai in via della Spiga e puoi buttare nel cesso migliaia e migliaia di euro, ma un cazzo di alloggo per un poraccio non c’è. E io intanto, ripeto, me ne vado tranquillo in ufficio…

Scendo le scale e vedo la solita donna seduta vicino al palo con il bicchiere vuoto in mano e il cartello “HO FAME”. Quante volte sono passato davanti e mi sono chiesto “ma chissà cosa c’è dietro quel cartello…davvero una storia di sfortuna o una semplice tattica per chiedere l’elemosina?”.

Io credo che qualcuno dovrebbe dare risposta a queste domande. Il cittadino comune non è in grado di farlo…qualcuno a livello istituzionale dovrebbe.

Nel dubbio: ero li ad aspettare la metro e mi sono ricordato di avere in borsa una brioches e un succo. Con l’iPod ancora nelle orecchie sono andato da lei e glieli ho porti. Non ero sicuro al 100% che li accettasse. Credo che abbia detto un grazie, credo dato che le ho letto le labbra perchè non la sentivo.

Sono tornato al binario. Non è cambiato nulla. Ho tirato fuori il mio iPad e ho continuato a fare quello che stavo facendo, con l’iPod nelle orecchie. Forse lei muore davvero di fame, oppure è una stronzata ed è una nomade che storpia i bambini per far più pena ai passanti.

In ognuno dei due casi io ero comunque li con i miei “privilegi” che andavo avanti nella mia vita, normalmente. In ognuno dei casi non ho modificato la vita (o meglio le due realtà parallele) della donna.

Qualcuno dovrebbe fare qualcosa. Un Welfare State, come ci definiamo di tanto in tanto, dovrebbe avere una struttura funzionante, un flusso di entrate che permetta di far fronte a tali esigenze. Abbiamo un problema di senso civico, ma abbiamo anche un problema ai vertici.


Lucio Dalla – Piazza Grande

It’s Sunday! D’oh!

Mumble, mumble…

Weekend rallentato, weekend di pensare. Con una certa sorpresa mi rendo conto che sono sopravvissuto al mese di Gennaio. Non che ora sia tutto una pacchia eh, ma speriamo che le cose continuino a migliorare.

In settimana sono incappato in un video della serie “DAI CREDICI CHE CE LA FAI” (The Secret di Rhonda Byrne) che vi avrei voluto linkare ma che è stato rimosso da Youtube….dite che è un segnale? Whatever….è sulla legge dell’attrazione, e sto tentando di adottare l’approccio del Think Positive nella speranza di scrollarmi un piao di preoccupazioni dalle spalle.

Oggi sono un po’…mmm….facciamo così: prendete un bicchiere e versate 1/5 di malinconia, 1/5 di stanchezza, 1/5 di preoccupazione e 1/5 di rabbia. L’ultimo quinto è di BOH! Non sprecherei spazio con le olive (cit. Karen Walker). Shakarate il tutto e capite l’umore di oggi. Devo smetterla di pensare.

Cambiamo argomento, anche questa settimana è passato un bell’episodio di RomeoInLove:

Ora… Minuto 11:00
-ho anulare e medio della stessa lunghezza
-ho un paio di rose nei capelli, sia in senso orario che antiorario
SONO TURBATO O_o

Ma alla fine Starbuck arriva o no in Italia?!

You know that I could use somebody, someone like you…


Kings of Leon – Use Somebody

E poi boh, ti senti un po’ Johnny

Regressione a livello infantile ON. Direi che di tanto in tanto ce la possiamo permettere, no?

L’altra sera stavo tornando da lavoro e, camminando per raggiungere il binario, mi è passata per le orecchie la sigla di “E’ quasi magia Johnny”. Adesso ho un dubbio: lui NON VOLEVA leggere nella mente di Sabrina o proprio NON POTEVA perchè ne era innamorato? Io ricordo che fosse la prima….

Vabbeh, ai fini del mio ragionamento (parolona) non è determinante.

—ho Googlato per sopperire alle carenze della mia memoria ma non ho trovato info sicure.—

Anyway, la chiave è questa: per quanto mi riguarda, se fossi Johnny, non leggerei nel pensiero della mia Sabrina, nemmeno dopo un due di picche. Questo perchè sciuperei inevitabilmente tutto. Non è questione di essere scoperti o no, è questione del distruggere qualcosa che abbiamo dentro. Parte dei legami che creiamo o che vorremmo creare, sono composti da segmenti che per assurdo riguardano solo noi e per assurdo non c’entrano nulla con chi ci sta accanto.

Ok mi aiuto con un disegno (sto post sta prendendo strane pieghe):
Credo che sia un discorso contorto e un po’ vegetale: l’amore per qualcuno è un po’ come un albero, che va piantato e cresciuto. Se lo curi bene cresce abbastanza bene da superare la nostra “nuvoletta” e arrivare all’altra persona (poi c’è chi si innamora dei cessi, ma questa è un’altra storia). Se è abbastanza robusto sopravviverà alla tempesta “mondo” che separa noi dall’altra persona.

Insomma le regole del gioco sono queste. Hate it or love it, ma è così. Se cerchi di barare la parte che è dentro di te marcisce, compromettendo tutto. Certo, anche se va male una storia la pianta non se la passa bene, ma forse la gioia a cui aspiri vale il rischio della sofferenza che provi, e il precludersele barando ha poco senso.

E’ meglio che lo chiudo qui, perchè non so dove potrei arrivare….


Cristina D’Avena – E’ quasi magia Johnny

L’anti post: quando argomentare è un ‘opscional’

Ho sempre cercato di perseguire l’obiettivo di evitare di buttar li argomenti a caso e di cercare di agromentare ben per snocciolare i punti oscuri di ogni questione.

Diciamo che spesso e volentieri fallisco MA…. oggi lo farò di proposito! Fatti e cose e argomenti e quellochevoglio sputati qui a caso: pronti? partenza! VIA

Qualche mese fa, con uno strano gioco di leve e torsioni, ho fatto esplodere un tagliaunghie, irrecuperabile, da buttare. Settimana scorsa ho ripetuto lo stesso errore MA, essendo in fase quasi rem ergo pressochè abbioccato, sono riuscito a fare il movimento inverso e riassemblarlo al primo colpo… son cose che riesci a fare una volta nella vita…FATTA.

Ci sono diversi tipi di dolore: Fisico, Mentale (che a sua volta si divide in quello causato da stress, amore, preoccupazioni, lavoro) ma secondo me quello causato dall’amore ha un impatto devastante e senza confini. Insomma se uno ti tortura, ti uccide, muori. Causa –> effetto. Con l’amore ci sono n mila possibili dolori.

Quando sei davanti al PC, per certe cose ti basta premere ESC per chiudere la finestra, in altri casi devi per forza usare la X in alto a destra…o file –> esci….o ALT+F4….un po’ come nella vita.

Kylie Minogue – Get Outta My Way: in alcuni siti il testo è riportato male e al posto di “It’s got me saying. Ain’t getting me back at the end of this song” (come riporta il sito ufficiale) troviamo un “t’s got me saying, getting me back at the end of the song” che stravolge totalmente il senso della canzone. Le rassicurazioni fornite da www.kylie.com mi hanno raddrizzato la giornata, ecco.

A volte flirto (si può dire?!!), anche con donne, senza rendermene conto. Il che in certi frangenti (strabelle, sposate, con figli) non ha proprio senso, ma non me ne rendo conto.

Il mondo si divide in “chi porta gli occhiali” e chi NON. L’uno non potrà mai capire a fondo la vita dell’altro.

Ieri sera pizza con Norden. L’ho edotto sul senso del definire qualcuno “CESSO COI PEDALI”, credo che nella vita sia una classificazione che prima o poi ti torna utile, no? Seguiranno argomentazioni su “CANCELLI” “TOMBINI” “CASSONETTI” “GRATE”

Il mondo è piccolo e, ogni tanto, la stessa persona la incroci su uno scopasito, tra i follower di un tuo amico su twitter, e scopri che ha anche un blog.

Nuovo episodio di RomeoInLove…. ma quanto tanto ho apprezzato la Juliet in questo episodio? Fascinosissima!

Ho scambiato l’icona di Growl per la zampa di un bear…ma vabbeh, soncose.

Ho 6 bozze che prima o poi devo finire…

Buon weekend magnifici che non siete altro!

Etta, in molti conoscevano il tuo nome…. ma tanti di più conoscevano la tua voce!


Etta James – At Last

Piccoli combattenti

…e non c’è vita così lunga che duri, ma così breve che un bambino la ignori.

Così cantava Marina Rei, sono parole che mi hanno sempre colpito. Stavo cazzeggiando su Facebook e sono incappato in un articolo di Leggo, in cui si parlava di un bimbo di 2 anni e 8 mesi della Louisiana affetto da una malattia che colpisce un neonato su 50.000 chiamata epidermolisi bollosa giunzionale.

La madre di Tripp, Courteny Roth di 26 anni, ha raccolto in un blog l’esperienza vissuta dal bimbo sino a darne l’annuncio della morte sabato 14 Gennaio. Di primo acchito sono rimasto un po’ stranito dal blog, ma poi ho visto questo video e sono rimasto colpito. Premetto che le immagini sono molto forti quindi cliccate consapevolmente.

Mi hanno colpito molto le parole: “I won’t be the victim, I will be part of the cure“.Lo scopo è informare, diffondere, dare speranza e aiuto a chi cerca una cura. Spero sia d’aiuto.

Uso improprio di una tragedia

Ripetitivo: nel mio caso è un eufemismo.

Lo so che ciclicamente torno alla carica con l’argomento, ma è davvero più forte di me! La tragedia del Costa Concordia: ma è possibile che i giornalisti riescano sempre a farmi incazzare?!?!

Non menerò troppo il can per l’aia, quindi sintetizzo:
1. mi infastidisce il ricamo letterario sulla comunicazione di una notizia di cronaca, es: “il colosso agonizzante sulla costa del Giglio, ferito al fianco come una balena…” Ehm ascolta, Alessandro Manzoni de noantri, la notizia deve essere precisa, coincisa, chiara e possibilmente vera. Non lanciamoci in melodrammi perchè c’è un’indagine aperta con morti/feriti/dispersi. Un po’ di asetticità sarebbe gradita.
2. l’equipaggio era impreparato: si sentono solo interviste in cui i superstiti accusano il personale a bordo…. ora io vorrei far notare che su 4000 persone, il bilancio attuale riporta 6 morti e 16 dispersi. Se il 99,45 % dei presenti è salvo, qualcuno, dico QUALCUNO, che ha lavorato a dovere ci sarà anche stato.
Non dico che non ci siano colpe o responsabilità, ANZI, tuttavia mi sembra corretto dare a Cesare quel che è di Cesare, quindi mi aspetterei una maggiore varietà nelle dichiarazioni.
3. è in corso un’indagine e viene pubblicata una lettera inviata l’anno prima dal sindaco dell’isola del Giglio al capitano per ringraziarlo di aver rispettato la tradizione del “saluto” vicino alla costa.
Queste sono informazioni che dovrebbero essere in mano ai magistrati per chiarire le circostanze dell’accaduto, non per gettare benzina sul fuoco e fare più acolti.
4. in ospedale dal commissario di bordo appena recuperato… ecco a me sembra un tantino fuori luogo. Intervistalo tra una settimana, quando uscirà, che senso ha andare a rompere le palle a uno steso sul letto di ospedale e filmare l’incontro con la madre??? Mi spiace ma all’interno di un servizio del TG lo giudico fuoriluogo. In un documentario, in una ricostruzione, in qualsiasi altra sede poteva essere appropriato, ma in un servizio di 5min di un telegiornale si sente solo l’odore di un tentativo di aumento dello share.

Sono solo poche sensazioni, buttate giù di getto…. ma non posso che essere contrariato dal modo in cui vengono sempre strumentalizzate le tragedie.

Intanto un grazie a coloro che hanno fatto
il loro lavoro e salvato tante vite.

Tuoni

La cosa funziona così: i pensieri fanno rumore….tanto.
Non è che li puoi ignorare così per così….no.
Oggi peró mi ci metto, mi ci metto di guzzo buono, per spegnere un po’ di cervello.

Me la sono cavata piuttosto bene, niente da dire…però basta una frase storta, una cazzata che in qualsiasi altro momento non avrebbe sortito il minimo effetto e la cosa si fa difficile, perché mi scazzo, mi lascio prendere dal malumore e mi ammutolisco.

Una nota. Sapete le due ossa che sbucan fuori all’inizio della gabbia toracica? Appena sotto il collo. Ogni tanto mi cade l’occhio li, come se fossero una finestra su chi ho davanti, che mi permette di vedere chissà che… Succede sia con uomini che con donne, e tendenzialmente con quest’ultime ci sono altre distrazioni un paio di centimetri più in basso. Vabbhe oggi son riuscito a tirar su lo sguardo abbastanza prontamente.

Torniamo a noi.
L’iPod è l’alleato. Si, lui, il cui shuffle in passato ha inferto colpi durissimi al cuore.
Musica a tuono nelle orecchie: non basta, ma è sicuramente un’arma.
Insomma hai davanti uno con la pistola e tu hai un coltello. Son comunque cazzi amari, ma se sei bravo e hai fortuna magari…..

….so I choose my weapon, I choose my way, it’s easy saying nothin’ when there’s nothin’ to say.

Some kind of paranoia

Quanto posso star messo male? Sentite questa: ieri sera (alias l’1:00 circa del 26 ma per me era ancora Natale) stavo tornando a casa dopo un’uscitina veloce con un po’ di amici.

Ero solo in macchina e stavo entrando in zona “casa mia”. Vedo un sacco nero della spazzatura in mezzo alla strada: lo evito. Sono fermo al semaforo e lo guardo dallo specchietto, penso: “che animali, qualcuno che ha buttato un sacco della spazzatura per strada…..beh ma magari gli è caduto. Oh mamma, magari c’è dentro un bambino abbandonato….o una bomba…. oh quando passano i netturbini lo tiran su, ognuno c’ha il suo lavoro. Ok ma se è un bambino, magari un netturbino lo inforca e lo tira su e se ne accorge dopo…. nooo pensa che sfiga. Beh ma se fosse un bambino ora di domani muore assiderato. E se fosse una bomba?! Mamma mia magari qualcuno lo tocca dentro ed esplode…” mumble mumble…

………

Conclusione? Passo il semafaro, 4 frecce, accosto. Scendo, vado a piedi a recuperare il sacco che…. ERA VUOTO.

Penso troppo, lo so…. e la cosa si riflette in tutte le altre sfere, fate un po’ voi. Ancora buone feste ;-)

Ah, una piccola postilla. A parte il fatto che, se avete un dispositivo Apple, vi suggerisco di scaricare l’app dei 12 regali di Natale. Ieri pensavo a quanto cambino i desideri da un anno all’altro, e pensavo alle speranze che avevo il Natale scorso. Come cambiano le cose…
Vabbeh, doppietta dei Coldplay, oggi mi sono accorto che in Fix You c’è questa frase bellissima, che ho sentito molto mia in alcuni momenti di quest’ultimo anno:

When you’re too in love to let it show

Ok googlando ho scoperto perchè me ne sono accorto solo stamani: il testo è “too in love to let it go” (troppo innamorato per lasciar perdere), ma nel live qui sotto ha cambiato con “troppo innamorato per darlo a vedere”…. adoro, in entrambi i casi, adoro.


Coldplay – Fix You