Rispondendo rapidamente

Ciao! Inizio a rispondere…

miwako scrive: se potessi rivivere un giorno della tua vita, quale sarebbe e perchè?
Oh mamma, una domanda tosta! Per darti una risposta assoluta ci metterei un mese….ma così al volo ti direi mercoledì scorso. Il motivo è che in quel giorno ho cercato di mettere fine a un po’ di sbattimenti che mi portavo dietro da diversi mesi e, nonostante mi sia preso un mezzo palo in faccia, è stato davvero uno splendido pomeriggio 😦

Carlotta scrive: Un rimpianto?
Guarda…anche io sono diventato uno della scuola “no rimpianti, no rimorsi”, quindi cerco di togliermi i sassolini dalla scarpa appena posso. Se proprio devo scegliere avrei voluto fare coming-out prima dei 25 anni; c’è da dire che non dipende certo dalla semplice volontà, ci sono dei tempi di maturazione, ma sono convinto che se avessi acquisito prima un po’ più di sicurezza in me e avessi iniziato prima a fregarmene di quello che possono pensare gli altri avrei vissuto un po’ meglio il fatto di essere bi.

Mr. Moscone io ho interpretato la domanda in tutt’altro modo 🙂 Se devo stare all’inferno per l’eternità mi voglio portare una lettura piacevole! Io stravedo per Matteo B Bianchi, sto leggendo i suoi libri uno dopo l’altro! Ho scelto quello perchè farmi vedere all’inferno leggendo qualcosa che ricorda TU SCENDI DALLE STELLE mi sembra uno smacco fantastico!

Pier scrive: ah ha!!! :) è contagioso. Quindi veniamo alla domanda … un oggetto a cui non vorresti mai rinunciare.
IL TELEFONINO….sono uno di quei malati che ha sempre bisogno di una connessione wireless sotto le chiappe. Ho la fissa di essere pronto a gestire qualsiasi emergenza 🙂

Rori scrive: Se ieri non ti fossi imposto di non comprare niente all’ikea cosa avresti preso? ahah Ma soprattutto non ti penti un pò di quel commento che mi hai lasciato ieri??? Cattivo!!! Domanda seria: la persona che hai amato di più e quella che ti ha ferito di più.
Mi sare comprato una libreria nera, una base letto sempre in legno nero e un tappeto verde gigante 🙂
Si Rori lo so che sono uno stronzetto….ma motivare gli amici universitari è la mia specialità 😀 Poi secondo me tu hai una bella testa, se ti si butta nel fuoco tiri fuori i tuoi jolly!

La domanda seria… purtroppo sono uno che, passata una storia, tende a ridimensionare quello che ha provato, un po’ come se mi dicessi “no, il vero amore deve ancora arrivare”. L’ultima cotta sai bene per chi me la sono presa, e temo che per assurdo questa volta fosse davvero amore , anzi mi correggo, ero/sono innamorato. Il tutto è assurdo perchè è una persona che conosco relativamente poco e vedo ancora meno, ma non ho mai avuto reazioni così forti (mi si spezza il fiato), sia in positivo che in negativo…credo sia la prima volta che mi capita di versare lacrime o di provare un dolore così forte nel sapere che una persona non è single, o forse il fatto che mi sia capitato ora (momento in cui mi sento un po’ più maturo di 5 o 6 anni fa) mi fa percepire la cosa come più seria.

Scappo, se qualcuno ne aggiunge altre modifico il post!
Bon apetit 🙂

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8 pensieri su “Rispondendo rapidamente

  1. Mi sembra chiaro che la mia interpretazione è sempre traslata in negativo. Comunque, caro amico, sono anche io un lettore del buon Matteo B Bianchi…e ho letto tutto quello che ha partorito. Sarei curioso di sapere una tua classifica ideale delle sue cose. Poi, se vorrai, io ti elencherò la mia. 🙂 zzzzzzzzzzzz…

    • Purtroppo sono un pessimo lettore, sto recuperando giusto ora. Non so se ho effettivamente una classifica, credo che dovrei far passare un po’ di tempo senza leggere nulla di suo per far “decantare” le emozioni. Il primo che ho letto è stato appunto “Esperimenti di felicità provvisoria” e la caratteristica che più mi ha colpito è la facilità con cui si lascia leggere. E’ scritto in maniera davvero chiara, diretta, ma allo stesso tempo ha abbattuto una serie di schemi mentali che avevo, ha quindi un posto speciale nella mia mente.
      Apocalisse a domicilio (finito da poco), mi ha stupito per alcune scelte. In primis il cambio di narratore a seconda del personaggio in campo (e il narratore in seconda persona per me è stata una novità piacevolissima); in secondo luogo mi ha lasciato senza parole la costruzione del personaggio di Giulia, il lato emotivo è stato gestito egregiamente…..
      La storia è fantastica e mi sembrava di sentire pagina dopo pagina il contrasto tra la passione del protagonista e il suo desiderio di rincontrare i suoi amori e il senso di impotenza per l’evento predetto.
      Ti faccio un esempio un po’ strano: hai presente “I Look To You” di Whitney Houston? Quando la sento penso “cazzo, si è devastata la voce, ma senti come ancora SA cantare”. Diciamo che è una canzone in cui sembra di percepire l’esperienza, gli anni del mestiere… ecco leggendo Apocalisse a domicilio sono rimasto stupito di quanto, in una pagina, si possa percepire una sorta di professionalità, il “saper scrivere”; ti dico sinceramente che sono arrivato all’ultima riga e mi sono reso conto che tutto sommato il finale aveva un peso relativo rispetto a tutta la storia. Se qualcuno me lo avesse raccontato probabilmente avrei storto il naso per la conclusione, invece leggendolo mi è quasi sembrata la ciliegina sulla torta perchè mi sono reso conto che già mi aveva lasciato qualcosa (anzi parecchio) la storia stessa.
      E’ il discorso che facevo qualche post fa sul “dai importanza al percorso e non solo al traguardo”, il fatto è che leggendolo me ne sono convinto veramente e, il fatto che un libro possa cambiare il mio pensiero, mi da l’idea di uno scambio vero con l’autore.
      Ora mi sparo Generations Of Love e poi toccherà a Tu CHER dalle stelle (me lo hanno gia raccontato ma sono troppo curioso di leggerlo).
      E tu Moscone, che ne pensi?

  2. Il mio cuore è legato a “generations of love” per diversi motivi. E’ il primo che ho letto e non posso dimenticare le emozioni che ho provato. “Esperimenti di felicità provvisoria” mi ha colpito meno, benchè alcuni passaggi e svolte nella storia fossero davvero intensi. “Apocalisse a domicilio” mi è piaciuto moltissimo e la fine…la fine non poteva che essere una “non-fine”. Anche “Fermati tanto così”, dove racconta il suo servizio civile in una struttura di bambini problematici, mi ha toccato nel profondo…ma sempre con la leggerezza della sua scrittura, che sa essere densa e soave allo stesso tempo. Tutto qui.

    • Io sono alle prime pagine di Generations of Love….posso dirti che, forse avendone appena termianto uno più recente, noto una certa differenza nello stile, anche se stile non è la parola giusta….direi che Apocalisse a domicilio ha un’impronta più “matura”. Non so se mi spiego bene. Vabbhe comunque mi sta piacendo, sono molto curioso di leggerlo.

  3. Mi permetto di intromettermi nella chiacchierata su M.B.Bianchi. La differenza di stile e “di mano” non può non vedersi. Sono trascorsi anni tra il primo libro “generations….” e “apocalisse…” e la vita vissuta, l’esperienza fatta, la maggior sicurezza dei propri mezzi, non può non migliorare anche lo stile della scrittura. Ma credo, se posso interpretare le parole di Moscone, che il primo romanzo vibri di un’urgenza che non si può non sentire forte e vitale. Io ti avrei consigliato di portare un libro più voluminoso di “Cher…”…davvero brevissimo…:-)

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