Occhio non vede…

…invece il cuore duole.

Giovedì sera (si quella sera che ero un po’ in scazzo), mi sono incontrato con una mia amica per poi andare a bere qualcosa. L’amica in questione lavora vicino all’Istituto dei Ciechi di Milano, così mentre la raggiungevo ci sono passato davanti e ho letto un manifesto. L’anno scorso la mia ex mi aveva proposto di partecipare ad un iniziativa molto bella organizzata appunto da questo centro: si chiama Dialogo nel Buio.
_._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._
La mostra Dialogo nel Buio è ospitata nella sede dell’Istituto dei Ciechi di Milano. È un percorso che si compie in totale assenza di luce, accompagnati da esperte guide non vedenti. Un viaggio di oltre un’ora nella completa oscurità che permette di sperimentare un nuovo modo di “vedere”.

Ci si affida al tatto, all’udito, all’olfatto e al gusto per vivere un’esperienza straordinaria, dove i ruoli si invertono e le barriere si abbattono. Una visita che ha il sapore di una sfida, alla portata di chiunque abbia voglia di provarci.
_._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._._
Mi è sembrata subito un’iniziativa interessante ma, come spesso accade, non mi sono attivato seriamente ed è sfumata coi mesi nel turbinio dei miei pensieri.

Sarà condizionamento mentale, saran coincidenze, ma la sera stessa ho incrociato un paio di non vedenti. Il venerdì mattina stavo raggiungendo i tornelli della metro e mi è passata davanti una ragazza cieca, molto carina, col classico bastone bianco.
La cosa che mi ha colpito è stato lo sguardo, con gli occhi bene aperti e scuri. Si lo so che è stupido ma nell’immaginario collettivo un non vedente ha gli occhi chiari e i suoi mi hanno colpito.

In questi giorni sto anche leggendo Esche vive, un romanzo in cui uno dei protagonisti ha perso una mano per l’esplosione di un fuoco d’artificio,
e mi sono immaginato come cambierebbe la mia vita dopo un evento del genere.

E’ probabile che sia per questo che ho la mente allenata al “ma cosa farei io se…”: mi sono messo nei suoi panni e ho provato davvero una brutta sensazione. Insomma buio totale, se la ciecità poi non è dalla nascita ma è sopraggiunta in seguito è ancora più difficile abituarsi ad essere autonomi. Immaginare la mia vita senza la vista è una cosa impossibile, senza poter più leggere o scrivere, anche cose banali come questo blog. Doversi affidare solo agli altri sensi, senza sapere la faccia che fa chi ti sta parlando… insomma in quel momento una persona qualsiasi, io stesso, avrei potuto A. aggredirla senza che lei mi vedesse arrivare, oppure B. prenderla sottobraccio e dirle “Dimmi dove devi andare che ti accompagno io”. Il fatto è che nessuno si comporta come nell’opzione B, ma probabilmente mi chiuderei nel terrore dell’opzione A.

Io vorrei vivere in un paese in cui le persone che hanno un simile problema vengono aiutate davvero… il fatto è che è irrealizzabile. Primo perchè anche se iniziassi a farlo, diciamocelo, chi si fiderebbe?! In secondo luogo è un atteggiamento che funziona se viene adottato da tutta la collettività… vorrei più senso civico, anzi forse ci vorrebbe un “diverso” senso civico, però sarebbe davvero bello vivere in un mondo così, potersi comportare così.

So che sono solo parole, che poi nella vita c’è bisogno di fatti…. però penso che farò il percorso che ho linkato.

Annunci

3 thoughts on “Occhio non vede…

  1. ma è interessantissimo questo percorso! anche a me piacerebbe farlo. sai, dimostri di essere veramente una persona di buon cuore con quanto hai detto sul desiderio di aiutare, e trovo che sia molto triste quella conclusione (che è poi la stessa che trarrei io) che rischieresti di essere frainteso. pensa che una volta io, per aiutare una signora che mi chiedeva la strada, feci un tratto con lei; fra l’altro andavo nella stessa direzione e non mi parve di aver fatto chissà che cosa, ma quella non la smetteva più di ringraziarmi. viviamo in una società in cui ogni piccolo gesto di gentilezza disinteressata è tanto raro da diventare una sorta di miracolo.

  2. Eh lo so Guchi, però quando mi sono immaginato la scena ho realizzato che ci vuol sì un certo slancio di altruismo, ma dall’altra parte ci vuole anche una fiducia smisurata nell’accettare l’aiuto da uno sconosciuto, viste le notizie a cui ci hanno abituato i TG. Per quello dico che ci vuole uno sforzo collettivo. E’ anche vero che da qualche parte bisogna cominciare: un po’ come la storia del non buttare le carte per terra…. se lo fa solo uno non risolve il problema dell’inquinamento nel mondo, però è comunque un inizio.
    Non so, se fossi davvero di buon cuore riuscirei a mettere in pratica qualcosa….vedremo.

  3. daffo ha detto:

    bel post Vento, sei una persona molto sensibile. Le cose cominciano sempre con i piccoli passi. Fai quello che ti senti di fare in quel momento: i riscontri che avrai ti faranno capire se continuare o meno nei tuoi propositi di aiutare le persone che incontri. Lo sforzo collettivo come lo chiami tu, inizia dai singoli e mai da una massa di persone. Ma tu non farti scoraggiare. Sicuramente quella persona che ti incontrerà, quel giorno sorriderà e sarà felice di averti conosciuto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...