Far better than me

Vi capita mai di rendervi conto della presenza di meccanismi mentali radicati nella vostra testa? Ecco a me ogni tanto si.

Quello di questa settimana è il seguente: per me è inconcepibili risultare più bravo in qualcosa rispetto a un genitore.

Non parlo dei miei genitori, che in un certo modo ritengo ancora persone che non riesco a eguagliare nel quotidiano, anche se poi nella realtà dei fatti faccio un lavoro che comporta stress, dinamiche e competenze che tirerebbero scemo mio padre dopo 7 minuti e che a mia madre riesco a malapena a spiegare.

La cosa l’ho riscontrata molto in ambito lavorativo. C’è da dire che a me manca qualche rotella, perchè non sono ancora completamente consapevole che ho una certa età e che miei coetanei si sono già sposati e han figliato un paio di volte… a questo aggiungo che spesso, quando ho a che fare con colleghi più grandi di me e con famiglia, rimango quasi “deluso” quando mi scopro migliore di loro in qualcosa.

So che sono un po’ scemo però, per esempio, se siamo in due a lavorare sullo stesso problema e io lo risolvo per primo, mentre magari l’altro non riesce a cavarsela da solo, ci resto male. Razionalmente mi rendo conto di non essere del tutto registrato, ma è come se nel mio cuore pensassi che uno che è padre debba matematicamente essere migliore di me.

Sarà che devo fare i conti col fatto che nache io, sulla carta, ora potrei essere genitore ma, al precedente bivio, ho svoltato su un’altra strada…. #soncose 😉

Un’altra perla di sociopatia….ogni volta che sento questa canzone mi passa per la testa quello con cui sta “Mr. Cazzoèimpegnato”, strascichi di un complesso d’inferiorità?


Shakira – Don’t Bother

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11 pensieri su “Far better than me

  1. …pensa che io conosco qualcuno che si crede migliore solo perchè è sposato con figli, ma a conti fatti è un emerito cretino. Quindi Vento…mi sa che ti conviene riprogrammare il meccanismo. ;0) Daffo Ps: e non paragonarti agli altri, tu hai fatto le scelte che hai ritenuto migliori per te e non devi mai sentirti inferiore a nessuno. A Daffo piaci così come sei :0)

    • Caspita Daffo….anche io ne conosco di gente così….brutta cosa.
      Si forse hai ragione, dovrei guardare meno l’erba del vicino, ma credo che anche questo sia uno dei meccanismi sbagliati radicati in me.

  2. Sandro Roccia ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente:
    “c’è voluto del talento
    per riuscire ad invecchiare
    senza diventare adulti”

    Quelli delle nostre generazioni, per la maggior parte, passeranno direttamente dall’adolescenza alla vecchiaia senza mai essere stati adulti.

  3. E’ curioso questo meccanismo di pensiero. Il poco che posso dedurre e sapere, mi dice che hai mantenuto viva una parte ingenua e fanciullesca del “te stesso” bambino. Credere che il fatto di figliare sia un punto di svolta, un abisso tale, da permettere a chi ne farà esperienza di diventare inevitabilmente adulto, una volta scavallata la boa, non è così poco comune, se ci pensi. E connaturato nello sviluppo evolutivo culturale della civiltà, nell’educazione, pensare che gli adulti abbiano le risposte, che i genitori in quanto tali siano infallibili, persone cui affidarsi perché custodi di conoscenza e soluzioni pressochè per ogni cosa.
    Io, io che pensavo di essermi emancipata dalla cosa, vengo qui a leggerti e mi scopro bambina quanto te; ancora figlia, guardo a mia madre con una stima per ciò che è e sa e sa fare, che tuttora penso che non so se sarò mai “brava” come lei in molte cose. Eppure, come te, ci rifletto e mi rendo conto di saper fare cose in cui lei probabilmente non saprebbe dove metter mano. In questo caso non credo si tratti di complesso d’inferiorità, è che fare un figlio, crescerlo, tenere in piedi una famiglia, avere un lavoro, mandare avanti una casa, occuparsi di mille problemi e, in tutto questo, rimanere persone mentalmente sane, sia un equilibrio che rimane impensabile fino a che non ci si ritrova nel mezzo, a doversi barcamenare tra tutte queste cose. Poi penso che, un giorno lontano, anche i nostri genitori sono state persone che non sapevano come fare, cosa dire, come uscire da una situazione; anzi, lo sono tuttora, persone che imparano, che sbagliano, che non sanno come cazzo fare; forse “basta” uscire da quella logica persona adulta=persona completa, per sentirci tutti un po’ più simili, perché nessuno è completo, mai, stiamo tutti cercando di capire come fare.

    • Guarda…io già da solo non mi sento totalmente sano 🙂
      Mi piace molto il “stiamo tutti cercando di capire come fare”, molto vero…
      Chissà quanto si spegnerà questo mio “meccanismo”!

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