La differenza

Buon venerdì 🙂

Finalmente anche questa settimana è andata. Non mi posso lamentare: negli ultimi 7 gg tutto quello che è iniziato storto si è raddrizzato.

Ehm….intendevo dire che si sono sistemate un po’ di faccende. Per lo meno temporaneamente. Vivo un attimo di tranquillità e, anche se so che non durerà in eterno, cerco di respirare un po’.

Oggi non scrivo qui per un’ondata di paranoia. Per una volta voglio esprimere un pensiero in serenità, lasciando da parte le mie ansie 🙂

Purtroppo a causa del contesto sociale attuale, e anche per colpa di un lato un po’ oscuro dell’essere umano, c’è una tendenza diffusa che porta ad elevare “modelli” spesso poco realistici e ad imporli come unico ideale a cui conformarsi. C’è sempre una sorta di paura dello sconosciuto, del diverso, e non è raro che la la disinformazione trovi fessure in cui insidiarsi.

Sentiamo spesso notizie di qualcuno che tiene chiuse dentro di sé paure, sofferenze, spesso anche disagi generati per lo più dalla convinzione di non essere all’altezza degli standard che il contesto in cui viviamo ci impone. La sensazione di non poter trovare una via di felicità restando fedeli a ciò che siamo, semplicemente perché abbiamo la convinzione che per noi persone comuni non sia possibile.

Io penso che la diversità vada valorizzata. Bisogna ricordare a noi stessi che dalle differenze possiamo sempre trarre insegnamenti e spunti di crescita. Insomma il sapere comunicare, il comprendere anche punti di vista distanti dai nostri, non deve necessariamente portare all’uniformarsi, a volte ci può aiutare anche solo a capire meglio la realtà.

Ovvio, diversità che rispetti la libertà altrui. Il punto di vista da “la donna deve stare a casa sottomessa” è qualcosa che non prendo nemmeno in considerazione. Così, giusto per fare un esempio (ciao Adinolfi).

Iniziamo da qui…

This Girl Can – what about you?

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