Milano centrale e dintorni…

Torno un po’ indietro nel tempo per sfiorare un argomento che mi è tornato in testa di recente, precisamente al rientro dal Pride di Bologna dove, ovviamente, le coincidenze dei treni erano un optional.

Io e e il buon Amoon (che aveva il treno alle 23:20) avevamo quasi un’ora da affogare nell’attesa! Che fare? Andiamo a caccia di un caffè va…

Partiamo dal presupposto che, sembra assurdo, abbiamo dovuto faticare per riuscire a raggiungere l’obiettivo. Camminando, da un bar in chiusura all’altro, notiamo che c’è una fila di senza tetto appoggiata al muro di fronte a noi.

Ragazzi una situazione imbarazzante. Non fraintendetemi, non per loro, ma per la città di Milano. Nel 2015 dobbiamo ospitare l’Expo e il fiume di gente che si porterà dietro, e non siamo nemmeno strutturati per gestire il problema senzatetto. E’ sempre più frequente ormai che, girando per la città, mi renda conto dell’inadeguatezza a livello strutturale del comune. Amoon mi faceva giustamente notare che eravamo a un tiro di schioppo dal palazzo della Regione Lombardia e ci trovavamo davanti ad una situazione di degrado davvero impressionante.

A Formigò, e svegliate!


Alanis Morissette – Guardian

Annunci

Una serata allo Strehler

Questa sera, appena ho finito di lavorare, mi sono buttato in metro per andare a teatro.

In questi giorni, a Milano, si tiene il Mix Festival, ovvero la rassegna del cinema GLBTQ. Una bella atmosfera, tante persone, tanta musica e un po’ d’alcool, che non guasta mai.

Mi sono convinto ad andare perche La Pina e Diego (di Radio Deejay) avevano come ospiti Francesco Belais, Stefano Paolo Giussani (ne ho già parlato qui), quel matto di Alessandro Fullin e, motivo principale della mia presenza, Claudio Rossi Marcelli (già citato qui, giornalista de L’internazionale e autore di Hello Daddy).

Non mi dilungo troppo….è stata un’ora interessante, a tratti anche esilarante, ma mi ha lasciato un po’ di malinconia. Sentire le parole di un uomo per cui l’opzione paternità non è prevista nel suo paese mi ha un po’ scoraggiato. E’ emerso come il “discorso” omosessualità sia ancora un tabu per l’Italia: cosa che già sapevo e che già sappiamo tutti, ma sentire di persona le storie di vita vissuta sulla pelle di chi hai davanti “tocca” in un altro modo. Il vuoto legislativo, non tanto per le famiglie che vorremmo fare, ma per quelle arcobaleno, che già esistono e non sono tutelate. Figli che rischiano di finire in un istituto, al posto di essere affidati al compagno del proprio genitore biologico. Quando ho stretto la mano a Claudio mi sembrava di stringerla anche al vagone di esperienze che l’ha portato al punto dove è ora.

Posso solo dire che ho una forte ammirazione per la sua determinazione: se avessimo tutti quella forza, se io stesso ne avessi di più, il mondo sarebbe un posto migliore.


Ligabue feat. Guccini – Ho ancora la forza

Weekend d’invasione papale

So che può sembrare stano ma….si, sono cattolico.

Non vedo di buon occhio alcuni sfarzi della chiesa e, sicuramente, non sposo a pieno il pensiero che viene espresso quotidianamente dalle alte cariche del clero.

Ora, in tutta franchezza, non puoi rompere le palle a tutta Milano e provincia perchè deve venir su per tre giorni il papa! Siamo uno stato laico? SI, solo sulla carta, ok, ma lo siamo!
Se una gita del pontefice deve causare disagi e blocchi a milioni di persone a cui magari gliene fotte meno che zero, magari è il caso di evitare, no?

Se devi blindare tangenziali, case, mettere cecchini sui tetti e saldare tombini per la sua SICUREZZA, puoi tranquillamente evitare di correre questi rischi! Se uno riesce a organizzarsi un pellegrinaggio in una Milano inaccessibile fa prima ad andare a Roma!

Io abito in provincia, e ho amici che venivano a pranzo da fuori Milano…immaginatevi lo sbattimento. Capisco che in certe occasioni sia meglio evitare la città, ma anche fuori non ti puoi muovere!

Unica nota positiva di tutta questa situation è l’intervento di Pisapia, che ha buttato li un paio di frasi degne di un Sindaco con la S maiuscola. Ne riporto un breve stralcio ma vi suggerisco di leggere per intero l’articolo:

Sono le diversità che definiscono i nostri tempi. Diversità di cultura, di credo; di benessere e di possibilità di vita. Diversità di razze, di colori, di speranze. E la diversità non può e non deve essere motivo di scontro. Può e deve essere fonte di aggregazione, di ricchezza, di unità. E, comunque, a tutte e a tutti deve essere garantita parità di diritti. Sono certo che noi possiamo fare tanto se i nostri valori sapranno unire invece che dividere. Credo sia giusto parlare con franchezza, guardandosi negli occhi. L’importante, poi, è come si continua: per costruire bisogna proseguire spalla a spalla, guardando insieme verso un unico obiettivo.

….e oggi pomeriggio vado a Milano, ecco, per incontro in modalità Famiglie Arcobaleno!