Lo stipendio di un cantante

Ehm….può darsi che avessi scritto questo post e, per un motivo o per l’altro, ne abbia dimenticato l’esistenza….lo pubblico va’!

Per la rubrica “il caldo mi da alla testa”, voglio esporvi le riflessioni di un caldo pomeriggio di Agosto (che vi ricordo, come dicono i Perturbazione, è il mese più freddo dell’anno).

Nell’ultimo periodo mi son fatto prendere da uno strano senso di colpa nei confronti della musica e ho iniziato a comprare le canzoni che davvero mi piacciono su iTunes.

Poco fa mi stavo guardando un bel video e ho pensato a quale soddisfazione possa ricevere un artista nel guadagnare dalla vendita delle sue opere. Secondo me è fantastico. Insomma, io sono un impiegato. Il mio stipendo è erogato dalla mia società. Per un cantante guardare l’armadio in camera che si è appena comprato equivale a vederci dentro le facce di tutti quelli che hanno apprezzato il suo lavoro.

 E’ una roba più diretta. Fondamentalmente quello che guadagno non mi trasmette la soddisfazione dei miei clienti….mentre ad un artista si. Credo sia bellissima questa cosa.

Credo anche sia bellissimo che ci sia qualcuno che si è letto questo post privo di senso (in apparenza). Che ve devo dì! Sarà il caldo???


Meat Loaf – Couldn’t have said it better

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Le sfumature della voce

In passato ricordo di aver già sottolineato le sensazioni che risvegliano in me certe canzoni, in cui i filtri e il silenzio della sala di registrazione portano al nostro orecchio delle sfumature della voce che sarebbero altrimenti impercettibili.

Dicevo che sembra quasi di essere guancia a guancia col cantante stesso…. lunedì mattina ho fatto questo pensiero con una canzone che avevo postato qualche tempo fa: Clare Maguire – The Last Dance. Mentre salivo le scale della metro avevo i brividi, mi sembrava di essere da un’altra parte.

Ho pensato di scrivere un post, e per associazione mentale me ne è saltato in mente uno che non ho mai scritto, su una canzone di Noemi. La cosa che mi piace è che riesce ad emozionare sia mentre sussurra le parole della canzone, sia quando grida… ha un impatto emotivo pazzesco. Ricordo che me ne ero innamorato ascoltandola interpretare Extraterrestre ad X-Factor.

Ascoltando Sono Solo Parole mi è capitato di fare una sorta di lista mentale, spuntando ogni frase che sentivo mia… non lo rifarò, perchè non ho voglia di guardare indietro….

Troppi puntini di sospensione, mi ero promesso che avrei smesso, e invece…. 😉

Ok non resisto, devo scriverle!

Avere l’impressione di restare sempre al
Punto di partenza
E chiudere la porta per lasciare il mondo
Fuori dalla stanza
Considerare che sei la ragione per cui io
Vivo
Questo è o non è
Amore
Cercare un equilibrio che svanisce ogni
Volta che parliamo
….
E ora penso che il tempo che ho passato
Con te
Ha cambiato per sempre ogni parte di me
…..
Siamo troppo distanti distanti tra noi


Noemi – Sono solo parole

Concerto si o concerto no?

Allora, è tardi e ho sonno, quindi non vado tanto per il sottile.

Pezze atomiche attaccate alla radio perchè c’è chi vuole organizzare concerti Pro-Emilia (tipo Pausini) e chi invece preferisce fare per i cazzi suoi e considera l’evento poco funzionale dato che metà dei soldi se ne vanno in spese (tipo Antonacci).

Io penso che qui ci vorrebbe del sano “fatt’i caz’ tua”. Spegnerei la modalità “faccio un processo alle intenzioni” perchè mi sembra poco produttivo.

Vuoi fare beneficenza in privato? Bravissimo.
Fuoi fare beneficenza tramite il tuo mestiere? Bravissima.

Se faccio l’idraulico e ti faccio un lavoro aggratis dici grazie, stessa cosa per il dentista, stessa cosa per l’imbianchino…..il cantante canta, cazzo deve fare?! Poi ha un ritorno a livello di immagine….eh sticazzi, intanto investe tempo ed energie per dare una mano.

Io, in tutta onestà, la trovo un’idea carina. Mandare l’SMS per donare i 2 euro è lodevole, ma diciamocelo, ci si sente poco partecipi. Insomma con uno stadio pieno la Laura tira su un 50 a cranio…non è male. Ok che ci sono le spese, però rimane un bell’evento che fa sentire tutti i presenti più partecipi ed uniti in qualcosa di più grande di loro. Pensiamo poi a livello di “clientela” per il paese: quanta gente porta? Da una bella mano all’economia locale. Ok è solo un giorno, ma piutost che nient, l’è mei piutost!

So che noi italiani siamo stati abituati alle peggio nefandezze….però smettiamola di rompere i coglioni per tutto.

Domanda: ma è vero che i fondi del concerto “Amiche per l’Abruzzo” c’han messo 3 anni ad arrivare a destinazione? Ho sentito che lo diceva oggi Linus su Deejay ma non ho avuto tempo di documentarmi ben benino.

Notte splendori, vi saluto con un grande uomo, nato e vissuto nelle zone colpite dal terremoto.


Pierangelo Bertoli – Eppure Soffia

When the heartache is over…

Domenica noiosissssima. Invasione di parentume (che ha comportato un po’ di lavoro), tempo scandaloso, bruciore di stomaco, gente che non risponde ai messaggi….bah, proprio non capisco.

E’ assurdo come ci siano periodi in cui hai la testa impegnata e hai 2000 cose che si accavallano….e poi giorni di vuoto totale. Sembra un luogo comune ma è davvero sempre così.

Mi è capitata questa bella canzone della Tina (video spettacolare), la nostra cara amata Tina. Ci vorrebbe lei per parlare delle mie paturnie, sono sicuro che in quattro e quattr’otto sistemerebbe tutto 🙂

Ma quanto ce mette a passà sto mal d’amore….

Keep calm, and carry on

Eh…. e la Pasqua è passata. Domani si ricomincia, con quei 2 o 3 kg in più sul groppone.

Continua questa fase un po’ “polverosa”, in cui mi sembra di non riuscire a scrollarmi di dosso i vecchi pensieri, ma allo stesso tempo mi sembra di aver così tanto da fare da non saper da dove cominciare.

Se dovessi fotografare in un’istantanea questo periodo, purtroppo ci sarebbero tante ombre: un po’ a causa di una sorta di perdita di sintonia nel mio giro di amici, forse dettato da qualche problema di comunicazione. Sempre a causa di incomprensioni vedo alcuni rapporti finire, e la cosa lascia sempre un po’ di amaro in bocca. Sul lavoro il solito tran tran, anche qui polvere, e io che inspiegabilmente fatico a comprendere certe dinamiche che ormai dovrebbero essermi note.

Sul personale invece mi sembra di andare avanti, a volte ho la sensazione di avere tutto chiaro, di avere la chiave d’uscita in mano… poi basta una cazzata, un messaggio, per farmi vedere ancora tanti strascichi. Non lo dico mai apertamente, ma vorrei tanto incrociare qualcuno interessante, una persona da scoprire, con cui costruire qualcosa…. perchè l’ultima volta non è andata, e ora sembra che sia impossibile per me posare lo sguardo su qualcuno che mi dia l’impressione di valerne la pena.

La pazienza non è mai stata tra i miei pregi, però ho cercato di imparare. Non si può mica esser pazienti a vita però! S’ha da ripartire. Maggio si avvicina, due anni di salti mortali sul posto praticamente…..e anche due anni di blog.

Dai ho capito, vado a nanna prima che inizio ad ammorbare…. versioni acustiche di nuovi pezzi (un po’ da lacrimuccia) , sempre migliori 🙂


Fun. – We Are Young ft. Janelle Monáe (ACOUSTIC)

Polemiche più sterili di uno che s’è appena fatto una vasectomia

Ok qua inizio a preoccuparmi…prima la Whitney, adesso Lucio…io sono un drogato di musica e qui le cose non si mettono proprio bene.

Io sono uno di quelli che ha avuto l’infanzia tratteggiata da colonne sonore, e ogni volta che sento la voce (avevo scritto Luce, pensate un po’) di Lucio Dalla mi arriva una botta nostalgica che mi scaraventa indietro nel tempo.

Quando muore un grande sembra che tutti lo riscoprano e siano pronti a parlarne bene. Io Lucio l’ho messo sull’ipod quasi due mesi fa, perchè avevo voglia di riscoprire un po’ di vecchie canzoni. Il primo risultato è che mi sono innamorato di Cara:


Mentre il secondo me lo sono riuscito a dimenticare perchè mi squilla il telefono e perdo il filo del discorso!!!! Vabbeh. La polemica di questi giorni è sul fatto che lui non fosse pubblicamente “out” e che il suo compagno si sia visto cucire addosso ruoli alternativi dai media…

A tal proposito vi vorrei segnalare due articoli che ho trovato molto interessanti: uno è quello di Claudio Rossi Marcelli (che nei giorni scorsi ho apprezzato per “Un figlio etero“) intitolato “Povero Marco“, mentre l’altro è di Luca Bianchini.

La mia idea, messa a confronto con quello letto negli articoli che vi ho riportato, è che ognuno, nel suo privato, ha il sacrosanto diritti di farsi i cazzi suoi. Trovo inopportune le polemiche e le discussioni emerse in questi giorni. Non è tanto il discorso del rispetto che bisogna avere per i morti, ma proprio per come ne sono stati affrontati gli argomenti.

Avrebbe dovuto, avrebbe potuto…. ma chi lo sa? Forse chi lo conosceva da vicino, ma davvero vicino. Un mio amico potrebbe raccontare qualcosa di me e del mio coming-out, uno sconosciuto no. Non rinnego quello che ho sempre pensato: un personaggio di spicco, noto, come è Lucio Dalla, avrebbe indubbiamente aiutato il mondo LGBTQ. Lo avrei apprezzato di più se lo avesse fatto? Può darsi.

Ricordiamoci però che certe considerazioni sono subordinate alla situazione sociale italiana, fatta dagli italiani, che danno un’importanza morbosa alle preferenze sessuali e al gossip e che sono sempre pronti a sparare giudizi a zero. Queste considerazioni sono influenzate da un sistema mediatico ipocrita (dato che tutti sapevano…) e che il massimo che riesce a fare sono discussioni su “suoneranno o no le sue canzoni durante la messa?” o “con quanti modi diversi posso chiamare il suo compagno?” e che il giorno dopo la sua morte pensano a una prima pagina che grida “Mmmm, è morto Lucio Dalla, ma non si sa chi si becca i suoi soldi”. Che spessore signori…

Ciao Lucio, grazie infinite.

Orsocultura

…e beh, e dai, qui proprio non posso astenermi dal diffondere l’informazione.

Per noi che lo stereotipo dell’omosessuale fighetto supercurato non ci piace:

Ahaha, cavolo quando i miei amici mi dicon che devo fare quello originale a tutti i costi un po’ hanno ragione. Insomma penso che, una trentina di anni fa, fossero imprevedibili le mie evoluzioni 🙂

Però sticazzi….alla fine, come forse ho già detto in un altro post, tornassi indietro, mi terrei come sono. Si, insomma, ognuno ha i suoi momenti down e spesso mi son chiesto chi me lo ha fatto fare….
“e’ un ammissione amara ma ne colgo l’ironia e non vorrei altra guerra che la mia, non vorrei altra vita che la mia”


J Ax – Altra Vita