Parentesi scoraggiosa

Allora, io giá son un po’ fuori taratura di mio, poi c’ho le amiche criiitiiiine che mi fan vedere i film strappalacrime! Sto guardanodo “Solo un padre” su Can5….. tra l’altro nella scena in cui la moglie è sulla cabrio e gioca con la mano nel vento mi è sembrato di rivedere un giochino che facevo io da piccolo 🙂

Vabbeh, son giorni un po’ strani. Intanto vorrei che fosse messo agli atti che la ragazza francese, Camille, è la mia donna ideale. Sicuramente minimo un anno di storia con lei riuscirei a farlo. Ha quella luce.

Detto ciò, è un po’ di giorni, tanti, che manca qualcosa. Allora: le vecchie questioni stanno finalmente iniziando a sparire, il che è positivissimo….tuttavia qua continuo a faticare nel trovare controparti interessanti. Quello che non mi spiego è che, fondamentalmente, sulla sponda uomini, ho gusti molto poco modaioli e fighetti: la cosa che tendenzialmente mi colpisce è l’aspetto da persona normale e una certa luce nello sguardo.

Ora questa benedetta luce è un cazzo di sbattimento trovarla, però, accident,i le volte che la trovo si fa na fatica a bere anche un caffè. Ok non sono un adone ma non son nemmeno da buttar via….boh, sarà un periodo.

So che è un discorso un po’ sciocco, ma è frutto del malumore di stasera. Metteteci un po’ la fase finale del coming-out che presenta sempre qualche sbattimento, a questo sommate il fatto che, cazzo, sono uno psicopatico ma c’è di peggio in giro: io, quando una persona mi interessa, sono in grado di mettermi in gioco (e questo l’ho appurato negli ultimi anni). Non è che rinuncerei al sesso per amore…mi ha proprio rotto le palle il primo, quindi sarei pure fedele! Possibile che non si quagli?!?

So che non ha senso….però io pensavo che la mia parte di sfiga in amore l’avevo già ampiamente pagata. Adesso non è che pretendo la luna, ma almeno una partita degna di esser definita tale.

Capitemi. Perdonatemi. Oggi va così.


Marco Mengoni – In Un Giorno Qualunque

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Senso di giustizia

Spesso, riflettendo su fatti di cronaca o commentando le varie situazioni economico-politiche, mi è capitato di scrivere che l’uomo, e nello specifico gli italiani, ha spesso il senso civico di un tombino di ghisa. Anzi ora che ci penso è ancora peggio, perchè almeno il tombino sta li fermo e buono e sacrifica la sua esistenza per il bene comune.

A livello di istinto, però, credo che un po’ tutti abbiamo un forte senso di giustizia innato. Insomma pensate a quando non pensate, magari seduti per i fatti vostri da qualche parte, mentre vi si para davanti una scena stile bulletto del quartierino: non vi fa incazzare e prudere le mani?

Secondo me spesso, soprattutto in situazioni estreme, tiriamo fuori un eroismo e una voglia di rivalsa che non riusciremmo a concretizzare in nessuna situazione razionale.

…magai arrivi a prenderti un proiettile per il tuo capo!
Oh mamma che brutta immagine -.-
Non chiedete il perchè, ma tutto questo viaggio mentale me lo sono fatto guardando l’ultima scena di questo film….e mi stavo pure per commuovere!


The Bodyguard – Final Scene

Keep calm, and carry on

Eh…. e la Pasqua è passata. Domani si ricomincia, con quei 2 o 3 kg in più sul groppone.

Continua questa fase un po’ “polverosa”, in cui mi sembra di non riuscire a scrollarmi di dosso i vecchi pensieri, ma allo stesso tempo mi sembra di aver così tanto da fare da non saper da dove cominciare.

Se dovessi fotografare in un’istantanea questo periodo, purtroppo ci sarebbero tante ombre: un po’ a causa di una sorta di perdita di sintonia nel mio giro di amici, forse dettato da qualche problema di comunicazione. Sempre a causa di incomprensioni vedo alcuni rapporti finire, e la cosa lascia sempre un po’ di amaro in bocca. Sul lavoro il solito tran tran, anche qui polvere, e io che inspiegabilmente fatico a comprendere certe dinamiche che ormai dovrebbero essermi note.

Sul personale invece mi sembra di andare avanti, a volte ho la sensazione di avere tutto chiaro, di avere la chiave d’uscita in mano… poi basta una cazzata, un messaggio, per farmi vedere ancora tanti strascichi. Non lo dico mai apertamente, ma vorrei tanto incrociare qualcuno interessante, una persona da scoprire, con cui costruire qualcosa…. perchè l’ultima volta non è andata, e ora sembra che sia impossibile per me posare lo sguardo su qualcuno che mi dia l’impressione di valerne la pena.

La pazienza non è mai stata tra i miei pregi, però ho cercato di imparare. Non si può mica esser pazienti a vita però! S’ha da ripartire. Maggio si avvicina, due anni di salti mortali sul posto praticamente…..e anche due anni di blog.

Dai ho capito, vado a nanna prima che inizio ad ammorbare…. versioni acustiche di nuovi pezzi (un po’ da lacrimuccia) , sempre migliori 🙂


Fun. – We Are Young ft. Janelle Monáe (ACOUSTIC)

Un treno veloce come la vita

Provo a immaginare di essere sulla linea gialla della banchina della stazione, fermo ad aspettare il treno. Vedo da lontano una luce, lo guardo avvicinarsi, e sento il rumore che piano piano si fa più forte.

All’inizio sembra piccolo piccolo ma poi, a distanza di qualche secondo, inizio a sentire l’aria sulla faccia, mi sembra che il treno si avvicini più velocemente, sempre più forte, e quello che era un rumore leggero diventa frastuono, fino a quando non mi passa davanti rendendo impossibile lo stare fermo.

Niccolò AmmanitiIo e Te

Questa è la mia ultima lettura. questa è l’immagine che ho nella mia mente. L’ho iniziato tra un viaggio in ufficio e l’altro, leggendomi una manciata di pagine in 2 settimane….poi ha preso il ritmo, è cambiato, l’impatto emotivo è cresciuto e l’ho divorato in poco più di un giorno. E’ stata una lettura davvero interessante, sia per il modo di raccontare emozioni in maniera quasi tattile (quando Lorenzo si incazza mi sembra di essere arrabbiato anche io), sia per i flashback adolescenziali che regala.

Se anche voi, per una parte della vostra vita, vi siete sentiti un po’ come “quei ragazzini un po’ incasinati”, avrete una bella occasione per ricordarvi come si cambia, come si cresce, come si scoprono legami che credevamo inesistenti.


Malika Ayane – Come Foglie

E poi boh, ti senti un po’ Johnny

Regressione a livello infantile ON. Direi che di tanto in tanto ce la possiamo permettere, no?

L’altra sera stavo tornando da lavoro e, camminando per raggiungere il binario, mi è passata per le orecchie la sigla di “E’ quasi magia Johnny”. Adesso ho un dubbio: lui NON VOLEVA leggere nella mente di Sabrina o proprio NON POTEVA perchè ne era innamorato? Io ricordo che fosse la prima….

Vabbeh, ai fini del mio ragionamento (parolona) non è determinante.

—ho Googlato per sopperire alle carenze della mia memoria ma non ho trovato info sicure.—

Anyway, la chiave è questa: per quanto mi riguarda, se fossi Johnny, non leggerei nel pensiero della mia Sabrina, nemmeno dopo un due di picche. Questo perchè sciuperei inevitabilmente tutto. Non è questione di essere scoperti o no, è questione del distruggere qualcosa che abbiamo dentro. Parte dei legami che creiamo o che vorremmo creare, sono composti da segmenti che per assurdo riguardano solo noi e per assurdo non c’entrano nulla con chi ci sta accanto.

Ok mi aiuto con un disegno (sto post sta prendendo strane pieghe):
Credo che sia un discorso contorto e un po’ vegetale: l’amore per qualcuno è un po’ come un albero, che va piantato e cresciuto. Se lo curi bene cresce abbastanza bene da superare la nostra “nuvoletta” e arrivare all’altra persona (poi c’è chi si innamora dei cessi, ma questa è un’altra storia). Se è abbastanza robusto sopravviverà alla tempesta “mondo” che separa noi dall’altra persona.

Insomma le regole del gioco sono queste. Hate it or love it, ma è così. Se cerchi di barare la parte che è dentro di te marcisce, compromettendo tutto. Certo, anche se va male una storia la pianta non se la passa bene, ma forse la gioia a cui aspiri vale il rischio della sofferenza che provi, e il precludersele barando ha poco senso.

E’ meglio che lo chiudo qui, perchè non so dove potrei arrivare….


Cristina D’Avena – E’ quasi magia Johnny

World Aids Day – Riaccendiamo le luci

In genere succede che, erroneamente, una ricorrenza si trasforma nell’unico giorno dell’anno in cui pensi all’argomento. E’ umano, è un errore che incontriamo tutti, probabilmente anche io scrivendo questo post.

In realtà è un giorno in cui a maggior ragione non bisogna dimenticare e, io, lo voglio sfruttare nella speranza di riaccendere le luci su un argomento importante che spesso passa in secondo piano. Già l’anno scorso mi sono soffermato su certe leggerezze in cui tutti incappiamo e, sempre 365gg fa, ho voluto dare un po’ di informazioni relative ai numeri dell’HIV.

Oggi, per varie cause (tra cui l’assenza di tempo, non nego), vorrei essere il più sintetico possibile per portare in evidenza alcuni punti su cui è necessario migliorare tutti, in prima persona, autonomamente:

CONSAPEVOLEZZA
Perchè qui la disinformazione e la leggerezza possono costare la vita

ALTRUISMO
Perchè dobbiamo dare il giusto valore a “noi”, al “piacere”, alla vita altrui.

SOLIDARIETA’
I giudizi lasciamoli a chi ne ha competenza (chi?!?!) e limitiamoci a dare una mano.

CONCRETEZZA
Non stiamo parlando di un argomento astratto, di qualcosa di lontano, ma di un problema che magari colpisce chi ci sta vicino, persone a cui forse stringiamo la mano ogni giorno. Nel nostro quotidiano c’è più varietà di quella che immaginiamo.

Una multinazionale come H&M, vip vari, l’UNICEF…. mi rendo conto che su ognuno di loro potremmo aprire un dibattito e mettere in discussione efficacia e motivazione. Lascerei perdere la polemica e estrapolerei solo il messaggio….





…e l’unico modo sensato di chiudere il post è questo:


Queen – Who Wants To Live Forever

Mi indigno per: …e TU per cosa ti indigni?

Mi indigno per l’incuria con cui vengono dette certe frasi.
Mi indigno per la scarsa capacità di migliorarsi.
Mi indigno per la scarsa capacità di confrontarsi.
Mi indigno per l’inconsapevolezza delle conseguenze
scaturite dalle proprie parole.
Mi indigno per l’ignoranza dimostrata nei confronti
del peso delle proprie idee.
Mi indigno per l’indifferenza verso
i bisogni di chi ci circonda.
Mi indigno per la ristrettezza mentale che traspare dal badare
ai bisogni limitati nel recinto del proprio giardino.

Mi indigno per errori che quotidianamente commetto anche io, che a volte mi rendono una persona peggiore di quelle che critico. Mi indigno perchè forse, se fossi eterosessuale, non sentirei il minimo sdegno nei confronti di chi argomenta sul fatto che l’amore tra persone dello stesso sesso sia innaturale e senza diritto di tutela. Spesso si dicono frasi che feriscono, che come conseguenza hanno il limitare la libertà di chi coloro che ci stanno attorno, anche se magari non sappiamo che vengono colpiti dalle nostre parole.

Ho raccolto l’invito di Amoon per unirci tutti assieme nello scrivere un post sulla nostra indignazione. Ho volutamente costeggiato le tematiche LGBT perchè, senza troppi giri di parole, è quello che al momento tocca più “l’anima” di questo blog.

Sono consapevole che potrei parlare della fame nel mondo, della politica italiana, dei reati, del tasso di mortalità infantile, dell’evasione fiscale, di CHI PIE’ NE HA PIU’ NE METTA.

Scelgo volutamente di guardare nel mio giardino per portare chi legge ad una riflessione. Non c’è bisogno di essere dei Santi, non c’è bisogno di privarsi della propria vita dedicandola agli altri….a volte basta fare le proprie scelte con un minimo di coscienza. Posso benissimo dare la priorità ai miei bisogni, ma se lo faccio nel rispetto dei diritti e della libertà altrui, applico una regola che aiuterebbe a risolvere tutti i punti elencati nel precedente paragrafo.

Bisogna sapere perchè gli altri si indignano, perchè gli altri soffrono. Non c’è l’obbligo di farsi carico dei bisogni di chiunque, ma quanto meno saperli e tenerli in considerazioni. Ogni tanto bisognerebbe chiedere “…e tu per cosa ti indigni?” e non pensare solo a noi.

Ci manca senso civico. L’altruismo è di pochi, è un dono dell’anima, ma il senso civico è figlio della ragione, ed un popolo “evoluto” non dovrebbe farne a meno.